Da provider Ecm 16 mln euro l’anno a sistema formazione

“A un mese dalla scadenza del triennio è giustificata la forte attenzione su un tema, quello dell’Ecm, che ha un grande valore etico e sociale. E anche economico, come sa benissimo il ministro Speranza, con un ruolo di garanzia e rappresentanza non solo degli operatori sanitari, ma anche dei cittadini/pazienti e dei provider. Questi ultimi, insieme ai preziosi contenuti per tenere aggiornati i professionisti della sanità, producono anche un contributo al sistema formazione quantificato in almeno 16 milioni di euro all’anno, con un indotto di oltre 100 mila lavoratori diretti e diverse migliaia indiretti”. A indicarlo è il presidente di Consulcesi, network legale e di formazione medica, Massimo Tortorella. 

Il tema dell’aggiornamento Ecm è di stretta attualità in queste ultime ore – ricorda una nota – alimentato non solo dalle dichiarazioni dei vertici della sanità italiana, ma anche dal mondo dei cittadini e dei pazienti che chiedono riscontro della formazione dei professionisti a cui dovranno affidare la loro salute. In particolare l’Adiconsum, rivolgendosi direttamente al ministro Speranza, ha parlato di “buona formazione” come antidoto all’escalation di contenziosi dei pazienti nei confronti dei medici, aggiungendo che “è statisticamente provato che un professionista aggiornato è soggetto a minori richieste di risarcimento”. Per questo Consulcesi lancia un appello agli operatori sanitari a mettersi in regola sfruttando, visti anche i tempi stretti, le potenzialità tecnologiche della Formazione a distanza per evitare di incorrere in provvedimenti che penalizzerebbero la carriera professionale e li screditerebbero nei confronti di pazienti sempre più attenti ed esigenti sul tema. 

Tortorella evidenzia che la stragrande maggioranza dei medici rappresentati legalmente da Consulcesi, un terzo di quelli italiani, attribuisce un forte valore alla formazione continua ed è soprattutto nei loro confronti che il sistema Ecm deve dare prova di efficienza e virtuosità. “Dopo la sospensione di un medico di Aosta – prosegue – l’aggiornamento professionale dei medici è diventato un tema centrale anche sui media. Come di recente affermato dal presidente Cogeaps Sergio Bovenga sono già partite lettere di richiamo di strutture nei confronti di personale non in regola, istanze di accesso agli atti all’interno di contenziosi e penalizzazioni nei concorsi sempre legate al mancato aggiornamento professionale”. 

Consulcesi scende in campo al fianco degli operatori sanitari, evidenziando da un lato che “la corposa minoranza che non assolve l’obbligo di legge rischia di screditare l’eccellenza del sistema salute italiano” e dall’altra sposando gli appelli che stanno giungendo da numerosi presidenti di Ordini a regolare la propria posizione. Da ultimo, tra questi, il presidente dell’Omceo Palermo Toti Amato che, rivolgendosi ai colleghi, ha scritto: “Alla luce delle sollecitazioni del presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, e delle ultime attenzioni sul tema diffuse attraverso la stampa dalle associazioni, in difesa dei pazienti, invito chi non fosse riuscito a completare il percorso formativo necessario, a prendere le necessarie misure, approfittando anche dei sistemi di Formazione a distanza, in modo da evitare le relative sanzioni previste dalla legge e preannunciate dalla stessa Federazione”. Un richiamo che giunge dopo quello dei mesi scorsi del presidente dell’Omceo Roma, Antonio Magi, e alle dichiarazioni registrate al Forum Risk di Firenze sia del ministro alla Salute Roberto Speranza (“do un grande peso alla formazione continua in medicina e mi impegnerò da ministro a seguire un progetto di riforma di questo settore”), sia dello stesso presidente Fnomceo. 

Il vaccino antinfluenzale è raccomandato solo per gli anziani?

l nuovo sondaggio della rubrica VERO O FALSO di ANSA Salute. Risponde l’esperto 

Il vaccino antinfluenzale è raccomandato solo per gli anziani? Falso. E’ la risposta dell’esperto indicato da Consulcesi Club al sondaggio della rubrica VERO O FALSO di ANSA Salute. 

La vaccinazione antinfluenzale non è consigliata solo a chi ha più di 65 anni. “Tutti i soggetti, di qualsiasi età, con malattie croniche come asma bronchiale, patologie cardiache, malassorbimento, immunodepressione o patologie neuromuscolari, dovrebbero vaccinarsi contro l’influenza” spiega Susanna Esposito, Professore Ordinario di Pediatria all’Università di Parma e Presidente dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid). 

“Inoltre – prosegue – è stato osservato come il vaccino sia efficace per ridurre i casi di influenza anche in bambini sani di età compresa tra 6 mesi e 5 anni. Non va dimenticato, inoltre, che la vaccinazione è raccomandata alle donne in qualsiasi trimestre di gravidanza e a tutti coloro che lavorano a contatto con il grande pubblico, quindi ad esempio medici, insegnanti o forze dell’ordine”. È possibile effettuare la vaccinazione, fino alla fine di dicembre, presso i Servizi di vaccinazione dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL, i medici di Medicina Generale ed i pediatri di libera scelta. Le strutture deputate sono comunque stabilite dalle Regioni e Province autonome. 

What qualifications does an instructor need

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Responsabilità sanitaria: interviene la Cassazione

LE LACUNE DELLA RESPONSABILITÀ SANITARIA: INTERVIENE LA CASSAZIONE CON IL PROGETTO SANITÀ

In due recenti ordinanze la Terza Sezione della Corte Suprema ha stabilito che le questioni in materia di responsabilità sanitaria debbano avere una trattazione unitaria in apposite udienze

Il network legale Consulcesi & Partners plaude all’iniziativa: «Passo fondamentale per la tutela di tutti gli operatori della sanità, i dipendenti pubblici non sempre possono contare sulla tutela legale delle strutture»

Le evoluzioni normative intervenute negli ultimi anni nell’ambito della responsabilità sanitaria hanno delineato un quadro frammentato e soggetto a interpretazioni giurisprudenziali talvolta contraddittorie. Da ciò nasce la necessità di discutere le controversie legali sull’argomento in apposite udienze dedicate, con una conseguente semplificazione dell’iter, riduzione dei tempi di risoluzione, e una maggiore tutela di tutte le parti in causa. La Terza Sezione della Corte di Cassazione attraverso due recenti ordinanze, la 6426 ed in particolare la 6418 dello scorso 5 marzo, ha avviato quello che viene definito il “Progetto Sanità”. In sostanza, da quanto si evince da tali pronunce, la Cassazione ha stabilito che tutte le questioni che rivestono una particolare importanza e/o criticità in relazione alle più controverse tematiche in materia di responsabilità sanitaria, compresa la definizione dei criteri applicativi delle normative (dalla legge Balduzzi alla Gelli) recentemente intervenute, debbano avere una trattazione unitaria affinché i principi di diritto enunciati risultino coerenti e costanti nel tempo.

Una soluzione che punta a fornire delle linee guida chiare (che siano di ausilio per la magistratura ordinaria) e a mettere ordine nel complesso contenzioso tra medici e pazienti che ogni anno porta a 35mila nuove cause. Il “Progetto Sanità” inoltre può servire anche da deterrente per eventuali liti temerarie o più generale per quelle controversie che vengono avviate proprio perché vi sono dubbi e incertezze interpretative che lasciano spazio a diverse soluzioni.

L’iniziativa della Terza Sezione della Corte di Cassazione ha raccolto il plauso di Consulcesi & Partners, il network legale che ad inizio febbraio ha proposto l’istituzione dell’Arbitrato della Salute. «Apprezziamo la sensibilità mostrata dalla Corte rispetto alle tematiche della responsabilità sanitaria e il Progetto Sanità costituisce un passo molto importante per fare chiarezza in un coacervo di enunciati normativi che, soprattutto di recente, hanno acceso dispute dottrinali davvero complesse. Questa chiarezza – afferma Consulcesi & Partners – costituisce un momento fondamentale per la tutela della categoria dei medici e di tutti gli operatori sanitari che da anni difendiamo e che, come dimostrano le statistiche, molto spesso vengono coinvolti in processi lunghi e dispendiosi, in cui l’interpretazione “creativa” e i vuoti normativi sono all’ordine del giorno. In particolare, i dipendenti pubblici non sempre possono contare sulla tutela legale da parte delle strutture presso le quali lavorano».

«Ad esempio, al momento nonostante a nostro avviso sia chiaro che, nell’ambito dei procedimenti civili, la legge Gelli non possa essere applicata retroattivamente ai fatti avvenuti prima della sua entrata in vigore, vi sono diverse pronunce che hanno ritenuto il contrario. È ben vero – proseguono i legali di Consulcesi & Partners -, che si tratta di pronunce di merito ed in alcuni casi rimaste ancora isolate, ma questo la dice lunga sulle difficoltà che le parti di un procedimento di responsabilità sanitaria si troveranno ad affrontare nel prossimo futuro, in attesa delle auspicate “linee guida” che, con questa iniziativa, il Supremo Collegio vorrà dare al mondo di noi operatori del settore».

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Carta d’identità digitale del diamante

DOPO LA FRODE CHE HA COINVOLTO MIGLIAIA DI INVESTITORI ANCHE VIP

NASCE LA CARTA DI IDENTITÀ DIGITALE DEL DIAMANTE: CON LA BLOCKCHAIN UNA CERTIFICAZIONE A PROVA DI TRUFFA

L’hi-tech company Consulcesi Tech ha ideato un codice univoco con tutte le informazioni sul bene rifugio, mentre il network legale Consulcesi&Partners scende in campo per tutelare, tra gli altri, anche molti medici raggirati

Con la Blockchain si poteva evitare la truffa della vendita di “diamanti da investimento” che ha coinvolto migliaia di risparmiatori. Andrea Tortorella, CEO di Consulcesi Tech, hi-tech company di Consulcesi Group, presenta un progetto destinato a innovare il settore: «La Blockchain consente di investire in modo sicuro, trasparente e certificato poiché garantisce la qualità, la provenienza e la liceità dei diamanti. In questo modo – assicura Tortorella – non ci saranno più dubbi o timori di essere frodati poiché al momento dell’acquisto ogni brillante sarà corredato di un file digitale contenente le informazioni su dove è stato estratto, dove è stato tagliato e quale percorso ha compiuto. Consulcesi Tech ha messo a punto una “carta di identità digitale del diamante” con un codice univoco a prova di falsificazione».

Lo scandalo non ha coinvolto soltanto celebrità del calibro di Vasco Rossi e Federica Panicucci, infatti sono molti i medici a essere stati truffati. Mentre la Procura di Milano prosegue le indagini, numerosi camici bianchi hanno già contattato il network legale Consulcesi & Partners per denunciare il raggiro. Un’impennata di segnalazioni che non accenna ad arrestarsi. «In seguito alle numerose telefonate ricevute, siamo pronti a far valere i diritti di chi lamenta di essere stato raggirato – fanno sapere dal network legale –. Ai nostri clienti è stato proposto di diversificare il portafoglio attraverso l’acquisto di beni di rifugio come i diamanti. Tuttavia, le indagini hanno fatto emergere una situazione opaca nella quale le banche vendevano le pietre preziose a un valore doppio rispetto a quello di mercato e incassavano ingenti commissioni».

Per un innovativo approccio agli investimenti nel settore, Consulcesi Tech ha stipulato un accordo con Diamondschain, marketplace di scambio tra diamanti e criptovalute: in particolare, la possibilità di investire una parte delle proprie criptovalute in diamanti d’investimento significa aggiungere un bene reale in un contesto caratterizzato dall’immaterialità della moneta digitale. Anche in questo caso, comunque, fondamentale è il contributo della Blockchain: il deposito di diamanti certificati avverrà infatti attraverso la sottoscrizione di Smart Contract. Un’ulteriore garanzia per gli acquirenti, che avranno la certezza di operare in totale sicurezza e trasparenza, al riparo da truffe e raggiri.

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Tortorella (Consulcesi): Attivare il Tribunale della Salute

Tortorella (Consulcesi): “Basta caccia al medico, subito il tribunale della salute” 

Dopo la pronuncia dello I.A.P. sullo spot di Obiettivo Risarcimento, i medici chiedono a Consulcesi di proseguire la battaglia. Tortorella duro su Linkedin: «La mamma dei cretini è sempre incinta» e conferma la denuncia alla Procura della Repubblica: «Il 97% delle cause intentate dai pazienti è senza esito, ma la reputazione dei professionisti è rovinata a vita, perché Internet comunica ma non cancella i fatti giudiziari infondati».

Consulcesi, nonostante la pronuncia dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, conferma di essere pronta a denunciare alla Procura della Repubblica il caso che ha generato l’indignazione della categoria medica con in prima linea la FNOMCeO ed il suo Presidente Filippo Anelli.

«Come ho scritto sul mio profilo Linkedin, in un post con decine di migliaia di visualizzazioni, la mamma dei cretini è sempre incinta. Dobbiamo salvaguardare – afferma Massimo Tortorella, Presidente di Consulcesi – chi, oggi, non ha la serenità di curare secondo coscienza per paura di essere messo alla gogna. E non stupiamoci, poi, se i medici migliori se ne vanno all’estero o se i familiari dei pazienti aggrediscono gli operatori sanitari intenti a fare solo il loro dovere, sottopagati e spesso costretti a turni di lavoro massacranti, che attendono da anni i rimborsi per aver lavorato in corsia, dopo la laurea, gratuitamente. Il 97% delle cause intentate dai pazienti – aggiunge Tortorella – è senza esito, ma la reputazione dei professionisti, anche senza aver commesso danni, è rovinata a vita, perché Internet comunica ma non cancella i fatti giudiziari infondati».

Massimo Tortorella lancia quindi un appello facendosi portavoce delle numerose richieste che continuano ad arrivare quotidianamente dagli operatori sanitari tutelati da Consulcesi: «È ora di cambiare. Basta con la “caccia al medico”, collaboriamo, invece, tutti insieme a generare un sistema virtuoso attraverso la creazione di un Tribunale della Salute, luogo di confronto e non di contrapposizione per medici e pazienti. Siamo pronti ad essere promotori di questa iniziativa, contando sul supporto dei rappresentanti delle istituzioni medico-sanitarie, dei sindacati e delle associazioni a tutela dei pazienti. E anche il mondo dell’informazione non può esimersi da dare un contributo fondamentale evitando di accogliere messaggi che, anche solo indirettamente, possano minare le fondamenta del sistema salute in particolare nell’ambito del servizio pubblico»

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Ferie Non Godute dei medici: novità

Sanità: Ferie non godute, i camici bianchi  non perdono il diritto all’indennità

Medici e operatori sanitari, a causa delle ormai croniche carenze di organico, arrivano alla pensione anche con 300 giorni di ferie non godute: il network legale Consulcesi & Partners spiega come non perdere il diritto all’indennità.

I medici e tutti gli operatori della Sanità troppo spesso vedono le ferie come un miraggio. A causa della carenza di organico ormai strutturale nel nostro Sistema Sanitario Nazionale, è frequente per questi professionisti avvicinarsi alla pensione anche con 300 giorni di ferie accumulati e non goduti, nonostante il riposo sia sancito e riconosciuto dall’articolo 36 della Costituzione come diritto di ogni lavoratore. Il fatto che un’azienda abbia, esplicitamente o meno, impedito o comunque non consentito al medico di andare in ferie, rappresenta una condotta illegittima. Ora, una parte della giurisprudenza ha ritenuto che il risarcimento del danno potesse intervenire solo nel caso in cui il dipendente avesse fatto richiesta di andare in ferie durante il servizio e queste non gli fossero state concesse. Recentemente, invece, la sezione Lavoro della Corte di Cassazione con la sentenza n. 2496 ha stabilito che la Pubblica amministrazione è obbligata al pagamento delle ferie residue per il dipendente prossimo alla pensione, indipendentemente dal fatto che ci sia stata o meno una richiesta durante il servizio. Difficile fare una stima del risarcimento, ma in genere la media dei giorni accumulati supera i 200 giorni e questo corrisponderebbe a circa 80mila euro. Il risarcimento ovviamente è legato ad una serie di parametri che cambiano di caso in caso, ma si può arrivare ad ottenere anche l’80% delle ferie, per un ammontare che potrebbe sfiorare i 60mila euro. Il caso di specie riguarda un dipendente dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) che, alla cessazione del rapporto, aveva accumulato 52 giorni di ferie non godute. La Cassazione ha ricordato di aver già affermato, nella sentenza n. 13860 del 2000, che «dal mancato godimento delle ferie deriva – una volta divenuto impossibile per l’imprenditore, anche senza sua colpa, adempiere l’obbligazione di consentire la loro fruizione – il diritto del lavoratore al pagamento dell’indennità sostitutiva». «I medici con molti giorni di ferie accumulati e prossimi alla pensione – spiega Consulcesi & Partners, network legale d’avanguardia nato sulla scia delle ventennali vittorie di Consulcesi nei tribunali di tutta Italia al fianco dei medici – possono presentare all’azienda sanitaria presso cui lavorano una lettera di diffida, chiedendo formalmente di poter usufruire del residuo periodo di ferie. Nel caso in cui l’azienda lo neghi, o non risponda, il medico avrà un documento precostituito che provi l’impossibilità di godere di giorni di riposo. A quel punto, una volta in pensione, sarà più semplice ottenere il risarcimento del danno subìto». Sul tema è recentemente intervenuta anche la Corte di Giustizia dell’Unione Europea (6/11/2018), affermando che il lavoratore non può perdere il diritto all’indennità per le ferie non godute, neppure nel caso in cui non abbia richiesto di fruirne durante il periodo di servizio, senza prima appurare se lo stesso lavoratore sia stato effettivamente posto dal suo datore nelle condizioni di poter esercitare il proprio diritto alle ferie annuali retribuite. «Sarà quindi il datore di lavoro, – sottolinea Consulcesi & Partners – e non certo il lavoratore, ad essere gravato dall’onere di dimostrare, in caso di contezioso, di aver adottato tutte le misure atte a consentire al lavoratore di esercitare concretamente il suo diritto a cui il lavoratore abbia, nonostante tutto, rinunciato volontariamente e consapevolmente con conseguente perdita della corrispondente indennità finanziaria». Malpratice medica, responsabilità erariale, lavoro, amministrativo, questioni assicurative, contratti, diritti reali, diatribe condominiali, problematiche legate alla tutela della privacy: ogni cliente, tanto il medico quanto il comune cittadino, può rivolgersi a Consulcesi & Partners attraverso gli oltre mille consulenti che rispondono al numero verde 800.122.777 o sul sito www.consulcesiandpartners.it.

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Migranti: tutela della salute e formazione

I 5 PASSI PER GESTIRE IL FENOMENO

Francesco Aureli, Presidente “Onlus Sanità Di Frontiera – Salute Senza Confini”: «Dopo le ultime tragedie nel Mediterraneo è il momento dell’azione concreta»

Le ultime stragi nel Mediterraneo hanno riacceso i riflettori sulla drammatica questione dei migranti: tuttavia, non basta più dire che serve un momento di riflessione, perché ciò di cui c’è veramente bisogno è un’azione strutturale e destinata a diventare sistemica nell’immediato futuro. Proprio in questa direzione vanno i 5 punti proposti da Francesco Aureli, Presidente della Onlus “Sanità Di Frontiera – Salute Senza Confini”. Le cinque azioni sono “la riapertura di canali legali per i cosiddetti migranti economici e organizzazione di stabili corridoi umanitari per i profughi”; quindi, “l’incentivazione di percorsi di formazione per la valorizzazione professionale di chi giunge nel nostro Paese”. E ancora, “misure efficaci per la crescita demografica”. Il quarto punto proposto è la “prevenzione dell’emigrazione” e il quinto, la “nomina di un commissario o di un sottosegretario, che sieda a Palazzo Chigi e che interagisca e si coordini con un tavolo costituito dai ministri delle Politiche Sociali, dell’Interno, del Lavoro e Sviluppo Economico, degli Esteri, del Tesoro, della Salute e della Famiglia, in coordinamento e collaborazione con la Conferenza Stato-Regioni e l’Anci.

«Cinque punti concreti per agire in maniera pragmatica e strutturale sul fenomeno migratorio – spiega Francesco Aureli – rendendo immediatamente operative soluzioni che possano contribuire davvero a una gestione virtuosa». «Tra i punti da tenere in particolare considerazione spicca sicuramente quello della salute e del benessere sociale delle comunità di accoglienza e dei migranti stessi, nonché della necessità di formazione anche per i medici e gli altri operatori sanitari che interagiscono con i migranti: quando si parla di salute, tutti gli uomini sono uguali, senza differenze di etnia, credo religioso, condizioni economiche e sociali, e i nostri medici devono essere messi in condizione di poter curare tutti superando le barriere culturali e quelle dell’approccio psicologico».

Proprio da questo principio nasce l’impegno della Onlus “Sanità Di Frontiera – Salute Senza Confini” – a fianco di Consulcesi Onlus, frutto della sensibilità sociale del Gruppo Consulcesi, realtà leader nella formazione e nella tutela legale dei medici. In questo senso, sono state portate avanti importanti iniziative nel campo della formazione degli operatori sanitari sul delicato tema della medicina delle migrazioni, tra cui il recente corso di Educazione Continua in Medicina “Salute e migrazione: curare e prendersi cura”. Grazie alla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCeO), il corso, fruibile gratuitamente da tutti i medici italiani attraverso l’innovativa modalità della Formazione a Distanza, è accreditato direttamente da FNOMCeO. Un’idea nata dall’esperienza maturata grazie a Sanità di Frontiera, progetto di spiccata sensibilità sociale che ha ricevuto il sostegno anche da parte della Santa Sede mediante l’Obolo di San Pietro, e di cui l’ideatore e Presidente di Consulcesi Onlus, Massimo Tortorella, ha avuto modo di parlare direttamente con Papa Francesco.

Consulcesi Onlus è tra i principali sostenitori della Onlus “Sanità Di Frontiera – Salute Senza Confini”, che opera esclusivamente attraverso finanziamenti privati, ed è in prima linea – grazie al know-how maturato con la sua divisione tecnologica, Consulcesi Tech – per implementare un nuovo paradigma di trasparenza nella raccolta charity attraverso la Blockchain, in modo da garantire a chi sceglie di supportare le onlus la piena tracciabilità e trasparenza delle somme donate.

CONTATTI UFFICIO STAMPA: 3284812859 – 3472207091 – [email protected]

CHE TIPO DI MALATO DI INTERNET SEI? TE LO DICE LO PSICHIATRA ON LINE

Cyber sexual addiction, cyber relation addiction, information overload: alcune delle categorie della dipendenza da internet analizzate dallo psichiatra David Martinelli, del Centro Pediatrico Interdipartimentale Psicopatologia da Web presso la Fondazione Policlinico Gemelli di Roma, attraverso il corso FAD del provider ECM 2506 Sanità in-Formazione “Internet e adolescenti: I.A.D. e cyberbullismo” 

Dopo lo #Sconnessiday al Ministero della Salute, e la proposta di istituire una Giornata Mondiale della S-connessione, Consulcesi Club lancia il sito internet http://www.sconnessiday.it/: pazienti, insegnanti e genitori potranno accedere gratuitamente al corso per saperne di più sulla web-addiction

Che tipo di malato di internet sei? Una domanda che potrebbe suonare provocatoria, ma non lo è affatto: dopo il grande successo, anche mediatico, dello #SconnessiDay al Ministero della Salute, e la proposta condivisa con il cast e il regista del film “Sconnessi”, Christian Marazziti, di istituire una Giornata Mondiale della S-connessione da celebrare ogni 22 febbraio, Consulcesi Club torna sull’allarme dipendenza dal web e lo fa attraverso il sito internet http://www.sconnessiday.it.

Proprio su http://www.sconnessiday.it, infatti, il corso FAD (Formazione a Distanza) del provider ECM 2506 Sanità in-Formazione “Internet e adolescenti: I.A.D. e cyberbullismo” è fruibile gratuitamente anche da
parte di pazienti, insegnanti e genitori. Ma chi sono i malati di internet? A spiegarlo, il responsabile scientifico del corso, lo psichiatra David Martinelli, del Centro Pediatrico Interdipartimentale Psicopatologia da Web
presso la Fondazione Policlinico Gemelli di Roma, che elenca le seguenti categorie dell’internet addiction:

CYBER SEXUAL ADDICTION, ovvero l’uso compulsivo di siti dedicati al sesso virtuale e alla pornografia.
CYBER RELATIONAL ADDICTION, che consiste nell’eccessivo coinvolgimento nelle relazioni virtuali, con la compulsione ad instaurare rapporti esclusivamente (o quasi) attraverso il web, soprattutto tramite i social network.
NET COMPULSION. Tra i diversi tipi di dipendenza dal web, la “compulsione per la Rete” è quella che più di tutte può mettere a rischio le finanze di chi ne soffre, perché è caratterizzata da acquisti compulsivi attraverso siti di e-commerce e portali specializzati in aste, e dall’utilizzo di portali dedicati
al gioco d’azzardo online.
• INFORMATION OVERLOAD, che affligge i ricercatori ossessivi di informazioni sul web, attraverso giornali on line, motori di ricerca ed enciclopedie digitali.
COMPUTER ADDICTION, la tendenza al coinvolgimento eccessivo in giochi virtuali, come per esempio i MUD’s (Multi User Dimensions – giochi di ruolo).

Il corso presenta anche una intervista doppia in cui a Martinelli fa da contraltare Maurizio Mattioli, altro protagonista di “Sconnessi”: un divertente botta a e risposta su internet addiction, nomofobia (la paura di essere sconnessi dallo smartphone) e cyberbullismo.

Parallelamente al sito internet, è attiva anche la Pagina Facebook https://www.facebook.com/SconnessiDay/
con infografiche e materiali video per sollecitare giovani e adulti a “sconnettersi” da tutti i device almeno un’ora al giorno, dalle 20.30 alle 21.30, per tornare a vivere le relazioni reali e a comunicare davvero.

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Vaccini, diete e sesso: tra dubbi seri, curiosi e fake news

Le 10 domande che gli italiani fanno più spesso al “Dottor Google”

Secondo le statistiche il 97% delle persone si rivolge al motore di ricerca per avere risposte sulla salute
L’analisi del provider ECM 2506 Sanità in-Formazione, in collaborazione con Consulcesi Club, rivela quali
sono le ricerche “top” degli italiani, e come i medici agiscono per “sconfiggere” il dottor Google.

Un problema di salute, sintomi che incutono timore, domande troppo imbarazzanti da rivolgere al proprio medico? Secondo le statistiche, nel 97% dei casi gli italiani si rivolgono al dottor Google, spesso incuranti
del rischio di incappare in contenuti superficiali o del tutto falsi, che nulla hanno a che fare con il rigore dell’approccio medico-scientifico. Per fare luce su una situazione dai risvolti preoccupanti, il provider ECM 2506 Sanità in-Formazione, in collaborazione con Consulcesi Club, ha voluto fare chiarezza con uno studio sulle domande che gli italiani, nel corso del 2017, hanno fatto più spesso a Google, e ne è emersa una panoramica che spazia da dubbi seri a questioni decisamente più curiose.

I DUBBI PIÙ FREQUENTI
Vaccini obbligatori, dieta mediterranea, sintomi dell’intolleranza al glutine, come curare il diabete, abbassare il colesterolo.

CURIOSITÀ E FAKE NEWS
Vaccini e autismo, la dieta del limone, anguria e diabete, semi di chia per la tiroide, disturbi sessuali. Ma i medici come si stanno muovendo per arginare la concorrenza (sleale) del dottor Google? La risposta sembra essere nella formazione, specialmente attraverso le nuove tecnologie della FAD (Formazione a Distanza): secondo l’analisi del provider ECM 2506 Sanità in-Formazione sui corsi FAD del suo catalogo (oltre 150, on line gratuitamente sul sito www.corsi-ecm-fad.it) preferiti dai camici bianchi durante il 2017, i medici hanno contezza di quali sono i dubbi in materia di salute che maggiormente preoccupano gli italiani, e scelgono un aggiornamento ECM (Educazione Continua in Medicina) coerente con i bisogni dei pazienti.

Gli argomenti preferiti, nello specifico, sono stati:

Alimentazione (18%)
Diabete (15%)
Tiroide (14%)
Disturbi mestruali (13%)
Rapporto Medico-Paziente (10%)